mercoledì 13 aprile 2011

IL DISCORSO DEL RE

Anche i re hanno i loro problemi. Ed essendo problemi regali, spesso non sono certo di facile soluzione.
Questa volta la magia del cinema ci porta all'interno degli appartamenti reali inglesi, alle porte della Seconda Guerra Mondiale. Chi di voi immaginerebbe che il re in persona in fondo non è che un uomo come gli altri e per di piú vittima di un'imbarazzantissima e dannosissima balbuzie? Giorgio VI, interpretato da un favoloso Colin Firth, mai avrebbe pensato di doversi misurare con le incombenze della corona. Ma il destino fa il suo gioco e cosí, dopo l'abdicazione del fratello maggiore, si trova a dover affrontare i discorsi alla nazione. Non c'è cosa piú spaventosa! Ma la sua devota moglie Elizabeth (Helena Bonham Carter, non immaginereste mai che possa trattarsi della stessa attrice dai ruoli tetri e stregoneschi che ha sposato il visionario regista Tim Burton) trova la soluzione perfetta: un logopedista-amico-confidente che saprà sciogliere la voce e il cuore del sovrano. La parte di Lionel,esperto del linguaggio é magistralmente intepretata da Geoffrey Rush.

Due ore di risate e com-passione per la sorte del povero Albert, alias King George VI!
Caldamente consigliato!

La vita è meravigliosa

Un film meraviglioso per gli amanti del vecchio cinema, ma apprezzabile anche dai cultori del super tecnologico, perché è una storia che parla a tutti, un classico intramontabile che tocca le corde profonde della nostra esistenza. George è un uomo comune che nel corso della sua vita ha dovuto più volte rinunciare a realizzare il suo sogno : costruire case in tutto il mondo. I fatti della vita glielo impediscono. Egli infatti si trova dapprima a dover salvare l’ufficio “costruzioni e mutui” , gestito dalla sua famiglia, che rischiava di finire nelle mani dell’avaro signor Potter, rendendolo così  padrone assoluto della città. In seguito, per consentire al fratello Harris di sposarsi e far carriera  nell’azienda del suocero, non si fa sostituire nella direzione dell’ufficio e rinuncia ad andare all’università.



George è così costretto a vivere nella sua piccola città natale, Stanford, rimpiangendo sempre la vita che aveva sognato. Malgrado ciò lavora con passione nel suo ufficio aiutando gran parte dei suoi concittadini a divenire proprietari di case accoglienti e a non essere più affittuari nelle catapecchie di Potter. Il matrimonio con Mary e la famiglia che essi formano tinge di gioia la vita di George, nonostante questo egli prova l’amarezza di non essere diventato qualcuno.
Ecco che un giorno il mondo gli crolla addosso. Suo zio, nonché suo collega, perde 8000 dollari che doveva versare in banca per conto dell’ufficio. Entrambi rischiano la bancarotta e quindi la prigione. George perde ogni sicurezza e decide così di suicidarsi, ma verrà un aiuto dall’alto che gli farà riscoprire la bellezza della vita. La regia di Frank Capra e la performance di  James Stewart non potevano che rendere questo film un’opera  meravigliosa.  

Ecco le 10 parole chiave!!


1-Recensioni amatoriali film
2-Vecchi film
3- Cinema grandi classici
 4- Come fare blog cinema
5- Cinefili per sport
6-Universitari milanesi cinema
 7-La vita è bella commenti
8-Recensioni cartone rango
9- Film famiglia alternativa
10- Come passare serata in casa 











martedì 5 aprile 2011

PROFILO UTENTE

NOME: Anita Genazzini


ETA': 25 anni


SESSO: femmina


STATO FAMILIARE: nubile, ma impegnata in una relazione stabile


EDUCAZIONE: diploma di geometra, laurea in Belle Arti all'Accademia di Brera


OCCUPAZIONE: restauratrice

CARATTERE: Anita è una ragazza creativa e fantasiosa, dallo spiccato estro artistico. Difende con grinta le sue convinzioni e le sue idee, spesso vuole avere l'ultima parola: testardaggine e convinzione non le mancano di certo. Ma questo suo carattere deciso non le impedisce certo di saper ascoltare, anzi: ha una sensibilità eccezionale ed è sempre attenta alle opinioni altrui. Estremamente razionale e meditativa, valuta con cura ogni sua scelta ma mantiene sempre all'erta il suo istinto, che ritiene infallibile. Nello studio come nel lavoro pretende da se stessa la massima dedizione. Solare e chiacchierona, adora stare in compagnia.

HOBBY E INTERESSI: adora l'arte e la letteratura e coltiva una profonda passione per la cinematografia, sia d'intrattenimento che d'autore. Da quando le è stata regalata una macchina fotografica reflex, si cimenta nella fotografia digitale, con buoni risultati. Suona clarinetto e armonica. Sebbene tenti in continuazione di impegnarsi con costanza in qualche sport, finisce sempre per lasciarsi attrarre da un comodo divano o da un'accogliente sala di un cinema. Nonostante questo, ama le passeggiate e la montagna, ma forse più per i suoi interessi enogastronomici, che puntualmente soddisfa al termine di ogni scarpinata.

ASPETTATIVE PERSONALI: Anita vorrebbe girare il mondo intero e, nello stesso tempo, trovare una solidità che le permetta di smussare le punte più aguzze del suo carattere irrequieto. Pensa ad una famiglia, ma prima vuole concedersi il tempo di crescere, maturare, arricchirsi in conoscenze ed esperienze.

ASPETTATIVE PROFESSIONALI: il suo lavoro di restauratrice le regala già grandi soddisfazioni; desidera acquisire una posizione stabile e di responsabilità, aumentare le sue conoscenze teoriche e pratiche e, magari, trasmetterle ad allievi e studenti.

RAPPORTO CON LA TECNOLOGIA: spirito curioso, affascinato da tutte le numerose novità, Anita non si ritiene un'esperta di mezzi informatici e tecnologici, ma fa di tutto per diventarlo. La tecnologia la coinvolge e la cattura. Utilizza con abilità programmi di fotoritocco. Naviga in internet quotidianamente ed è lettrice di numerosi blog.

COSA SI ASPETTA DAL SITO: Anita non cerca sterili recensioni o racconti oggettivi di fatti e trame, ma si aspetta di trovare stimoli di riflessione, spunti critici, pareri e opinioni. Vuole ascoltare la voce di chi, come lei, ama il cinema ed è capace di analisi e commenti. Cerca giudizi, idee, contributi brillanti e attenti. Detesta i siti mal organizzati e di difficile navigazione. Frequenta soltanto siti chiari, ben progettati, vivaci e di piacevole lettura.

martedì 22 marzo 2011

THE ETERNAL SUNSHINE OF THE SPOTLESS MIND

C'è qualcosa che ogni giorno ci ricorda chi siamo. Questo qualcosa sono i ricordi.
Cosa succederebbe se ci alzassimo una mattina senza avere più alcuna traccia di noi stessi, delle persone che ci hanno fatto sorridere ma soprattutto di quelle che ci hanno fatto piangere?

The eternal sunshine of the spotless mind è un film che celebra la forza dirompente e nostalgica dei ricordi. Quelli che collezioniamo negli album della nostra vita, che teniamo segretamente custoditi nei cassetti della nostra mente.
Joel e Clementine sono ormai al capolinea della loro relazione. Timido e riservato lui, eccentrica ed esuberante lei, si ritrovano prigionieri di una relazione che non riconoscono più. Ancora una volta sarà l'intraprendente Clementine a decidere per entrambi: abbandona la loro casa e si rivolge ad un'agenzia specializzata nella rimozione dei ricordi. Il giorno dopo di Joel e della loro tormentata storia d'amore non vi è più alcuna traccia. Venuto a conoscenza della cosa Joel decide di fare altrettanto, ma durante la seduta si pente riuscendo così a mantenere nascosta, nei meandri della sua mente, una piccolissima, labile traccia dell'amata.
La mattina seguente Joel si sente frastornato e in preda ad una strana sensazione di disorientamento decide di prendere un permesso da lavoro e andare a fare una passeggiata al mare, non a caso nel luogo del primo incontro con Clementine. Ed ecco che il caso, beffardo come al suo solito, li fa rincontrare durante il viaggio di ritorno in treno, due sconosciuti che capiscono al primo sguardo di conoscersi da molto tempo.

Il film è un viaggio onirico tra i sentieri tortuosi della memoria, con quella caratteristica impronta visionaria che contraddistingue lo stile del regista francese Michele Gondry (autore di un altro memorabile film L'arte del sogno). Vincitore del premio Oscar nel 2005 per la sceneggiatura, il film è stato vergognosamente proiettato nelle sale italiane con il titolo Se mi lasci ti cancello, che altera la raffinata poeticità del titolo originale, citazione di un verso dell'opera Eloisa to Abelard del poeta inglese Alexander Pope:

How happy is the blameless vestal's lot.       
The world forgetting, by the world forgot.
Eternal sunshine of the spotless mind.
Each pray'r accepted, and each wish resign'd  

Com'è felice il destino dell'incolpevole vestale.
Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata.
Infinita letizia della mente candida.
Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio.

E voi sareste disposti a farvi cancellare i ricordi di un amore passato per quanto possano ancora fare male?



UNA TRISTE COMMEDIA: "I RAGAZZI STANNO BENE"

      Commedia divertente e intelligente: questo è ciò che campeggia sulla locandina del film «I ragazzi stanno bene» di Lisa Cholodenko. Non sapendo assolutamente nulla del film mi son lasciata attrarre dall’immagine del manifesto: una bella tavolata attorniata da un grupetto di due donne, un uomo, un ragazzo e una ragazza. L’impressione d’allegria che la foto mi suscitava era però offuscata dal titolo, che istintivamente collegavo a film drammatico/melensi, dove il protagonista simula conversazioni con il coniuge defunto su svariati argomenti, genere del quale non avevo nessuna voglia quella sera. Galeotti furono quei due attributi che mi convinsero. Il film era tutt’altro che una commedia divertente.


       La storia narra di una famiglia di quattro membri: due mamme lesbiche, Nick e Jules, regolarmente sposate con due figli, Joni e Laser , avuti tramite inseminazione artificiale grazie allo medesimo donatore. Il luogo dove si svolge la vicenda rimane incerto. La figlia più grande Joni, compiuti diciott’anni, decide di fare un favore al fratello e contatta il donatore, ovvero il padre naturale dei due, tutto all’insaputa delle mamme. Joni e Laser incontrano così Paul, tipico uomo sulla quarantina, eterno giovincello, single, che si fa la sua bella vita. Quest’incontro non sconvolgerà tanto l’ esistenza dei due ragazzi quanto il rapporto di coppia delle due mamme, mettendolo fortemente in crisi.
Durante la visione della pellicola sono stata più volte tentata di lasciare la sala; non tanto per la situazione familiare presentatami, coppia lesbica e inseminazione artificiale, che non condivido, ma che riconosco essere una scelta di vita presente nella società di oggi, quanto per il modo superficiale con cui essa è stata trattata. Innanzitutto le numerose scene erotiche, superflue per l’economia del film, inoltre l’ostinata volontà della regista di voler presentare la coppia lesbica omologandola ad una coppia eterosessuale con gli stessi problemi e difficoltà cosa difficile che sia data la mancanza di un carattere maschile. Infine la mancanza di realismo nel presentare la vita dei figli: due ragazzi miracolosamente normali che non sembrano aver subito alcuna conseguenza dalla situazione familiare in cui si trovano. L’unica cosa che salverei è la grande abilità recitativa delle due protagoniste:  Mia Wasikowska, Julianne Moore.

DIVORZIO ALL'ITALIANA

Divorzio all’italiana, una brillante commedia diretta da Pietro Germi.
Lui il barone Ferdinando Cefalù di Agramonte, interpretato da un Mastroianni di indiscussa bravura; lei la sedicenne cugina Angela, una giovanissima Stefania Sandrelli. L’uomo, rapito dall’amore per la ragazza, tenta di trovare un modo per liberarsi dell’assillante moglie Rosalia (Daniela Rocca), ma ha molte difficoltà: siamo infatti negli anni Sessanta e il divorzio non è ancora entrato in vigore in Italia. Ed è così che deve trovare un’altra via di fuga. In una sequenza di scene comiche vediamo il barone Cefalù architettare uno spietato piano: trovare un amante per Rosalia, in modo da poterla assassinare ed appellarsi alla legge sul delitto d’onore, ancora in vigore a quei tempi, che permetteva una riduzione della pena in caso di reato per la salvaguardia dell’onore.
Dopo varie peripezie Ferdinando riesce nell’impresa, e, incitato da tutto il paese a vendicare la reputazione perduta, può finalmente assassinare la donna e aver diritto ad una condanna di soli tre anni. Tornato in libertà, sposa finalmente la bella Angela, ma il matrimonio prende una piega inaspettata…
Nonostante la distanza temporale, questa commedia degli anni Sessanta riesce ancora  a farci ridere, ma allo stesso tempo ci permette di considerare l’arretratezza di tradizioni secolari che fino a solo cinquant’anni fa caratterizzavano piccoli paesini della Sicilia, ed in generale tutta la società italiana.
Germi, abile nel trattare argomenti tragici con ilarità, opera una denuncia dell’Italia di quel tempo, in particolare del ritardo della legislazione; il film è ancora attualmente interessante per riflettere sul cambiamento del nostro Paese, ma anche sui residui di una mentalità che, in alcuni casi, ci accompagna ancora oggi.
Un susseguirsi di colpi di scena, un Mastroianni ironicamente feroce e amaro e un’eccellente colonna sonora di Carlo Rustichelli, che scandisce le sequenze di una pellicola che è stata indubbiamente un modello nella storia del cinema.