Divorzio all’italiana, una brillante commedia diretta da Pietro Germi.
Lui il barone Ferdinando Cefalù di Agramonte, interpretato da un Mastroianni di indiscussa bravura; lei la sedicenne cugina Angela, una giovanissima Stefania Sandrelli. L’uomo, rapito dall’amore per la ragazza, tenta di trovare un modo per liberarsi dell’assillante moglie Rosalia (Daniela Rocca), ma ha molte difficoltà: siamo infatti negli anni Sessanta e il divorzio non è ancora entrato in vigore in Italia. Ed è così che deve trovare un’altra via di fuga. In una sequenza di scene comiche vediamo il barone Cefalù architettare uno spietato piano: trovare un amante per Rosalia, in modo da poterla assassinare ed appellarsi alla legge sul delitto d’onore, ancora in vigore a quei tempi, che permetteva una riduzione della pena in caso di reato per la salvaguardia dell’onore.Dopo varie peripezie Ferdinando riesce nell’impresa, e, incitato da tutto il paese a vendicare la reputazione perduta, può finalmente assassinare la donna e aver diritto ad una condanna di soli tre anni. Tornato in libertà, sposa finalmente la bella Angela, ma il matrimonio prende una piega inaspettata…
Nonostante la distanza temporale, questa commedia degli anni Sessanta riesce ancora a farci ridere, ma allo stesso tempo ci permette di considerare l’arretratezza di tradizioni secolari che fino a solo cinquant’anni fa caratterizzavano piccoli paesini della Sicilia, ed in generale tutta la società italiana.
Germi, abile nel trattare argomenti tragici con ilarità, opera una denuncia dell’Italia di quel tempo, in particolare del ritardo della legislazione; il film è ancora attualmente interessante per riflettere sul cambiamento del nostro Paese, ma anche sui residui di una mentalità che, in alcuni casi, ci accompagna ancora oggi.
Un susseguirsi di colpi di scena, un Mastroianni ironicamente feroce e amaro e un’eccellente colonna sonora di Carlo Rustichelli, che scandisce le sequenze di una pellicola che è stata indubbiamente un modello nella storia del cinema.
Nessun commento:
Posta un commento